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FB. – La scrittrice Lara Manni, il collettivo Wu Ming e altri autori più o meno noti, stanno facendo un ottimo lavoro di sensibilizzazione sul rapporto fra letteratura fantastica e attività politica, partendo dall’episodio dell‘assassino dei senegalesi verificatosi di recente a Firenze: pare che il criminale, di cui tanto hanno parlato i giornali in questi giorni, non sia solo uno psicopatico senza ragione, uno che non risponde delle proprie azioni: leggendo le sue stesse dichiarazioni e tenendo presente la sua attività politica, della quale non ha mai fatto segreto nemmeno con la stampa, sappiamo piuttosto che questo Casseri è un neofascista consapevole, in rapporti molto stretti con Gianfranco De Turris, a sua volta autore e critico ‘letterario’ nonché in prima linea tra gli attivisti di Casa Pound. La manipolazione della letteratura fantastica perseguita da questo manipolo di delinquenti s’inserisce in un più generale rapporto di interdipendenza tra fantastico e politica, due realtà che non si possono tenere separate malgrado un altissimo numero di persone vorrebbe farlo. In special modo per ciò che riguarda la teoria delle ‘razze’ che in Tolkien voleva essere specificamente un’irrisione al nazismo, ma che la destra contemporanea sembra invece prendere molto sul serio. Del resto lo stesso professore inglese, autore della saga degli Anelli ma anche di saggi notevoli sulla mitologia e sulla critica letteraria,  aveva rielaborato a sua volta in chiave antifascista del materiale in cui tradizionalmente si identificano da sempre le destre eversive, quella mitologia norrena che l’islandese Sturluson mise per iscritto ed era il patrimonio culturale di popolazioni violente, criminali, avvezze a ogni sorta di saccheggi e ruberie: i famosi Vichinghi, detti anche Variaghi nelle regioni dell’Asia centrale. Il movimento neo-epico degli ex Blisset ha avuto il merito di segnalarci questo, che nessun giornale ci aveva detto e noi li ringraziamo per questo significativo e preoccupante allarme. E’ possibile approfondire la questione sul sito di Lara Manni e su quello del collettivo Wu Ming. Gli eroi rappresentano i vizi e le virtù che vengono loro attribuiti: non importa cioè che un nano sia bravo a costruire le asce o un orco sia abilissimo a cavalcare lupi, orsi, tigri, leoni: quello che ha valore nell’economia del racconto sono le qualità che il personaggio incarna e l’aspetto (positivo o negativo) che l’autore vuol dare loro. Se il nano costruttore di asce, violenta una povera fata elfica indifesa, difficilmente un genitore lo indicherà a suo figlio come elemento da prendere a esempio; ma se la fata elfica viene descritta come una strega cattiva, capace di ogni maleficio, allora la violenza del nano  diventa quasi punitiva e assume un aspetto da ‘malicidio’. Il bambino, crescendo, imparerà che le streghe si possono violentare senza passare dalla parte dei cattivi. Ecco perché è così insidioso il terreno in cui si combattono queste correnti letterarie legate alla letteratura fantastica: per l’altissimo potenziale educativo (o diseducativo) che hanno, specialmente rispetto alle nuove generazioni, più inesperte nei casi della vita e quindi più manipolabili.

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