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Lenin, Sull’atteggiamento del partito operaio di fronte alla religione, ‘Proletari’, n. 45, 26/13 maggio 1909

“Ma d’altronde Engels ha condannato più volte i tentativi di coloro che, desiderosi di mostrarsi “più a sinistra” o “più rivoluzionari” dei socialdemocratici, volevano introdurre nel programma del Partito operaio una esplicita professione di ateismo nel senso di una dichiarazione di guerra alla religione: egli afferma che questa dichiarazione di guerra è il miglior mezzo per ravvivare l’interesse per la religione e per frenare la sua effettiva decadenza, significa riprendere la sciocchezza della lotta contro i clericali (il famoso ‘Kulturkampf’). Con questa lotta Bismark non fece che rafforzare il clericalismo militante dei cattolici, non ha fatto che nuocere alla causa della vera cultura, mettendo in primo piano le divisioni religiose invece delle divisioni politiche; ha fatto deviare l’attenzione di certi strati della classe operaia e della democrazia dai compiti quotidiani inerenti la lotta di classe e la lotta rivoluzionaria, verso l’anticlericalismo più superficiale e più borghesemente menzognero. Engels esigeva che il Partito operaio, invece di gettarsi nell’avventura di una guerra politica contro la religione, lavorasse pazientemente all’opera di organizzazione e di educazione del proletariato, che conduce al deperimento della religione”

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