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FONDAZIONE SANTISSIMA ANNUNZIATA

AA.VV. – Un signore ci ha chiesto dei consigli per la suocera novantenne sorda che non può portare l’apparecchio acustico, vorrebbe farsi capire quando si trovano tutti insieme. Noi pensiamo che  non c’è bisogno di alzare troppo la voce o di prendere il mircofono, che diventano più sorde ancora! Mi scappa da ridere, ma una volta quando si stava a tavola insieme coi nonni, lo zio, i nipoti, intanto i bambini li mettevano per conto loro così gli adulti discutevano senza annoiarli, poi c’era una regola che mentre parlava uno gli altri dovevano stare zitti. Così c’era meno confusione e si capiva meglio, anche i grandi facevano così: a quei tempi veniva da sé come una cosa di educazione, ce l’assegnavano proprio i genitori. Oggi anche alla televisione danno il cattivo esempio che parlano uno sull’altro, pure i politici non li vedi? Mio babbo era tanto cattivo su queste cose, nemmeno sbattere il cucchiaio sul piatto potevo, né fare il risucchio bevendo la minestra. Gli anziani si mettevano sempre a capotavola così sentivano meglio perché le voci rimangono tutte in mezzo e non rimbombano, come quando si canta in coro che il maestro sta al centro e gli altri intorno da non far scappare i suoni. Ho avuto i nonni molto anziani e loro dicevano sempre: “State un po’ zitti, ora si mangia!”. Invece oggi che ti fanno? S’accende il televisore che bla- bla non si capisce nulla, poi si lamentano che la nonna sorda non capisce quando gli parlano! Per noi era come l’albero fiorito, quando s’apriva il fiore tutti zitti e fare evviva, anche quando non ne avevi voglia: una questione di rispetto. Alzare la voce per farsi capire non serve, bisogna saperla modulare dicendo le cose con una certa cadenza, pronunciando per bene le parole, i miei nipoti quando parlano pare che fanno pio-pio! Invece quando sono al bar col figliolo dall’altra parte del tavolo, anche se la gente intorno vocia riesco a sentirlo, o almeno capire il che dice, parlando non tanto veloce si guardano i movimenti della bocca sai? Siamo vecchie, mica sceme! Quindi il nostro consiglio è di mettere la suocera a capotavola prima di tutto, parlare uno per volta e stare zitti quando gli altri dicono qualcosa, senza fare i gruppetti che non servono a nulla, sennò che riunione di famiglia è? Fate delle domande alla nonna, chiedete che pensa di questo e di quello, segnate per bene il movimento delle labbra e aiutatevi coi gesti. Quando vado dal mio figliolo si alzano la mattina presto, la prima cosa accendono quel televisore e commentano fra loro… Pure a tavola uguale, io non capisco nulla: che ci vado a fare? La bischera! Penso che ci vorrà un grande cambiamento nelle teste dei giovani, vedo riescono a comunicare con tutti quei computer, ma non a farsi capire qando sono lì dal vero. Se gli diamo dei consigli pensano che li si voglia rimproverare, li rifiutano proprio. Ma è anche una questione di educazione: voglio dire, viene a trovarti la nonna a pranzo coi parenti e tu te ne vai a mangiare fuori per conto tuo? Uno ci resta male, non è carino; il rispetto ci deve essere, tanto più se sono adulti e non più ragazzini. Non è solo un problema di come si parla, ma proprio la considerazione che diamo alle persone anziane, che poi diventeranno così pure loro. Se ne accorgeranno quand’è il momento purtroppo. Per farvi capire dalla suocera, vogliatele bene prima di tutto. Mettetela al centro della vostra vita.

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