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FONDAZIONE SANTISSIMA ANNUNZIATA

Parlano le ospiti di una casa di riposo

AA.VV. – Devi sapere che a Castelfiorentino ogni 25 anni facciamo una gran festa con la banda  che levano l’urna di Santa Verdiana e l’espongono sopra l’altare con tutta l’armatura per tenerla su, vestita per bene; la storia di questa santa è che aveva vissuto per quarant’anni sotto la chiesa dove c’è una grotta ancora oggi, e stava rinchiusa lì dentro a fare penitenza, con due serpenti che ogni tanto le apparivano e la frustavano; il popolo poi le portava da mangiare attraverso una rete, finché dopo tanti anni un giorno sentirono suonare contemporaneamente le campane di cinque chiese là intorno e nessuno le aveva suonate, andarono a vedere: era lei che la trovarono morta. Allora fanno questa festa che espongono il cadavere, lo scheletro insomma una cosa importante, una volta alla sera s’andò colla mia cugina a vederla sull’altare, si salì le scalette e quando la vidi mi fece impressione, esclamai: “Mamma che brutti denti ha Santa Verdiana”, e la mia cugina: “O che tu dici!”. Poi la sera andai a letto, la notte mi cominciò un gran male a un dente, pensa che avevo una dentatura perfetta e tutti me l’invidiavano, ma la mattina dovetti andare dal dentista che non ci fu verso di otturarlo, me lo dovette togliere. Lui era ebreo questo dentista, aveva sempre paura di dover andare via, sai era del ’37 non mi ricordo se c’erano già le leggi razziali però insomma se ne parlava, allora mi disse: “Abbia pazienza signorina bisogna fare una cosa svelta perché da un momento all’altro essendo ebreo mi chiamano e mi portano via”: così mise due cassole d’oro e il dentino in mezzo, che quando mi sono sposata dopo otto anni  (è verità!) mi tolsi le capsule per metterci un po’ di dentiera come ce l’ho ora, e con quelle ci feci gli anelli matrimoniali, che lui aveva messo dell’oro buono, mica il rame, perché questi ebrei stavano bene e l’oro ce l’avevano, non c’è mica niente di male a dirlo. Sicché il mio dente l’ho portato al dito per sessant’anni finché non sono venuta vecchia e non mi entrava più nel dito, perciò dovetti toglierlo. Ma il brutto è che una volta andai alla stazione di Castelfiorentino perché si sapeva che doveva arrivare un treno merci e non volevano si sapesse che c’era dentro, ma qualcuno aveva fatto la spia, qualche voce clandestina, era il tempo della guerra mi pare e insomma andammo, vedemmo nei vagoni aperti delle persone anziane mezze moribonde là sdraiate, uno spettacolo terribile, tutti ebrei. Io piansi perché sapevo che su quel treno c’era anche il mio dentista, era giovane e bravo ma in paese non si vedeva più.

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