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FONDAZIONE SANTISSIMA ANNUNZIATA.

Parlano le ospiti di una casa di riposo.

AA. VV. – Ho sentito dire di quelli che a Genova si sono menati allo stadio, ora ai nostri tempi non succedeva perché s’era tutta una famiglia, pure i comunisti al massimo non battezzavano i figlioli ma queste cose non le facevano, dopo venne un prete che li battezzò tutti lo stesso perché sennò poi non potevano sposare. Al mio paese erano rimaste tre famiglie soltanto, una di queste lei era vedova della prima guerra e aveva due figlioli grandi, poi s’accoppiò con questo comunista che l’ha messa incinta ma dovette partire per la Francia per non farsi pigliare dai fascisti: lei diceva che non sapeva dov’era, invece lo sapeva ma non lo poteva dire sennò lo trovavano dopo erano guai; nasce il figliolo coi piedi girati di dietro, allora la gente cominciarono a dire: “Son comuisti, son peccatori, perciò è nato in quella maniera!”. Lo portarono dagli specialisti che l’operarono davanti e lui riuscì a camminare, ma andava via in punta di piedi; si mise a fare il falegname. Quando il babbo tornò dalla Francia che l’avevano eletto deputato non lo riconobbe lo stesso, il cognome non glie lo volle dare perché diceva che avrebbe avuto dei problemi; erano tempi difficili però delle risse fra noi non me le ricordo, al massimo quando andavi fuori colla bandiera i fascisti ti potevano aggredire ma lì era un’altra cosa, c’era di mezzo la politica. Mi ricordo un ubriaco, era il campanaio che la domenica pigliava le sbronze e infilava la chiave in utte le toppe, ma le mani non le alzava mai con nessuno; pure in casa le botte si misuravano, mia zia mi dette solo uno schiaffo una volta che proprio non volevo mangiare, qualche volta i miei fratelli si litigavano tra loro però di zuffe vere e proprie non mi ricordo di averle mai viste, al tempo mio nemmeno i ragazzini a scuola le facevano, potevano picchiarsi fra loro in due o tre ma mica quel lavoro là che si vede ora negli stadi. L’unica cosa mia mamma mi raccontava le squadracce fasciste, quelli si erano in tanti, però se dovevano purgare qualcuno venivano da un altro paese per non farsi riconoscere, mica dal tuo. Una volta l’ho visti alla festa della gallinaiola, appendevano un pollo a una corda e poi bendavano uno di loro che doveva dargli una bastonata sul collo col manganello, si divertivano così. Brutta cosa la violenza.

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