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FONDAZIONE SANTISSIMA ANNUNZIATA

Parlano le ospiti di una casa di riposo

AA.VV. – C’è da parlare di quel prete che ha portato i bambini sul monte  con tutte le rocce senza alberi, a 11 anni non erano da portare lì perché fa troppo caldo, è la stagione sbagliata. E’ successo a Paperino vicino Prato, non Barberino del Mugello, perché ci si confonde son due parole che sembrano uguali, non l’avevo mai sentito dire ma l’amica del mio figliolo ci ha comprato la casa, vien da ridere a sentirlo ma è proprio il nome vero! Insomma è partito il prete con questi boyscout lì della parrocchia, tutti gli anni ci vanno perrché ricorre qualcosa, ora non so che: o al mare che affoga qualcuno, oppure al monte che muoiono dal caldo, dimmi te… Il prete è giovane e bello (noi ci guardiamo a queste cose, siamo innamorate dell’avvocato in quella trasmissione che fanno, la gioventù piace sempre anche da vecchi!) poverino piangeva disperato. Ora fanno l’autopsia al bambino per capire se è stato un colpo di sole o un problema dalla nascita, il paese è con lui ma i carabinieri gli hanno dato l’omicidio colposo, stiamo a vedere. Per me certo ha fatto poco bene perché col caldo a 40° non è motivo di portare dei ragazzi così giovani  a far la gita sotto il sole, però devo dire che ai miei tempi noi s’andava in montagna pure col caldo, pure in colonia che non ci pareva vero; solo che se uno è nato in montagna è abituato all’aria e le faticate non gli fanno nulla, quanti bambini andavano alla pastura col gregge presto la mattina alle quattro e ritornavano sulla sera! Stavano tutto il giorno fuori con un pezzo di pane e formaggio, correvano nei prati quando portavano gli animali a bere, e rimanevano sani come pesci, altro che insolazione! Ma quelli nati in città lo voglio dire, siamo polli d’allevamento non si vale un soldo, coll’aria inquinata, gli autobus, c’è pochi giardini, poche piante, la vada in centro a Firenze e se ne rende conto: questi la natura non sanno conoscerla, per me non andavano portati e infatti i genitori non volevano mandarceli, poi uno di quelli era anche sovrappeso io l’ho visto: in campagna si va la mattina presto e poi dove c’è gli alberi così alle ore più calde uno si mette all’ombra! Poi devono avere l’acqua dietro. Io sono stato là a Paperino è un rione grande, non proprio un paese ma una frazione di Prato, c’è anche il campo sportivo. Ora non dico di lasciarli a casa, va bene portarli in gita ma in posti più accessibili. Mi ricordo andavo in montagna colla paniera in testa al lavatoio, oppure quando si vendemmiava (meno caldo, ma coi pesi è fatica), all’andata in discesa, al ritorno certe salite! Per tenere la cesta si mettevano in testa dei cenci arrotolati così stava dritta, poi se i panni eran pochi ce li mettevamo noi, ma se eran tanti bisognava ce li sistemasse qualcun altro; anche quando andavamo a fare legna si preparavano le cataste e dovevi fare su e giù un po’ col mulo e un po’ a mano… Pensa mentre camminavano a quel modo c’era chi leggeva l’Orlando Furioso e chi come mia mamma faceva il calzino coi quattro ferri! Anche quando s’andava al mulino per prendere i sacchi di farina si portava pure quella in capo. Lo vedi? Il capo era coperto, montanaro cervello fino.  Ora con tutto il progresso che c’è siamo diventati polli da batteria.

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Scritto dalle autrici di questo articolo 

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