Tag

, , , , , , , , , ,


FONDAZIONE SS. ANNUNZIATA.

Parlano le ospiti di una casa di riposo.

AA. VV. – In un libro antico di latino ho trovato una volta un piccolo foglio vecchio bianco, scritto a mano colla penna a inchiostro come usava una volta quando andavo a scuola io e diceva così: “Come si tolgono i porri “, li hai presente i porri? Quelli che vengono nelle mani, nei piedi, son tremendi l’ho avuti anch’io ero piena e non andavano più via, ora c’è il laser glie li bruciano ma allora non c’era nulla, facevamo come potevamo. Se usciva il sangue dal porro e veniva fuori dopo ne nascevano degli altri, le mie amiche infatti non volevano prendermi nemmeno per mano; però a me sono andati via da soli chi lo sa perché, a volte vengon grossi e ciondolano allora si legano con un filo di seta alla base e dopo un po’ si staccano, per noi era facile perché tenevamo i bachi da seta in casa sulle stuoie colle foglie di olmo, perciò tu prendevi un ciuffo di questa seta, lo filavi alla meglio e ci tagliavi il porro. Sul biglietto che ho trovato nel libro c’era scritto di prendere un anello matrimoniale benedetto, con questo fare tre segni di croce sopra  i porri e dire delle preghiere speciali; non era specificato come e quali perciò le dicevo a conto mio, non ricordo che preghiere fossero ma le dicevo proprio coll’anima, questo si. Poi si doveva prendere un vinco o una ginestra fine, un ramoscello che non sia grosso  e farne tanti nodi quanti sono i porri, buttare questo vinco nel fiume o in una corrente d’acqua: quando i nodi saranno sfatti o la ginestra marcita, i porri spariscono. Allora il mio nipote aveva la mano piena  e glie li curai così, lui era disperato se lo ricorda ancora, ci sarebbe anche oggi mia cognata che venne a chiedermelo però cosa vuole, ora l’anello non l’ho più, sa com’è al dito non mi sta, e nemmeno la ricetta. Questo libro dov’era il foglio l’avevano i miei nipoti che studiavano il latino al liceo, delle volte siccome un vocabolario costava molti soldini non tutti si poteva comperare la roba nuova così tanti li prendevano già usati; può darsi che sia stato anche della mia figliola alle magistrali, ora lei ha un brutto vizio di buttare via tutto, pure quei libri della guerra non s’è salvato nulla, pensa il mio nipote l’ha tenuto lì per tanti anni senza dargli importanza, poi un giorno l’ho ritrovato io.

LEGGI IL LIBRO

Scritto dalle autrici di questo articolo

Annunci