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FONDAZIONE SANTISSIMA ANNUNZIATA

Parlano le ospiti di una casa di riposo

AA. VV. – Lei lo sa che la Richard Ginori è stata chiusa? 500 operai in cassa integrazione, sono usciti dalla fabbrica piangendo coll’ultimo suono della sirena, ci sono valori lì dentro incalcolabili! Forni chiusi, tutto chiuso, tutto vuoto, ci lavoravano pittori, scultori sulla ceramica da mettere a cuocere. Conosco uno che lavorava lì dentro, ora che farà? La moglie ha una mezza giornata in bottega, ma non basta mica, si starà a vedere che succede. Era una firma rinomata in tutto il mondo, faceva delle cose bellissime in porcellana, roba antica e moderna, statue, vasi, piatti, il vasellame, ce l’ho anch’io un servizio di tazzine: bricco, zuccheriera, teiera, normali ma orlate di oro zecchino, le regalai e mi costarono abbastanza. Mia figlia sarà stato vent’anni fa comperò una statua di un cacciatore col cappello marrone, il fucile attaccato alle spalle, la lepre morta a ciondoloni e il cane ai piedi, l’ha tenuta tanto finché poi non l’ha voluta dare a mio fratello: tu pensa l’ho rivista uguale a una mostra di porcellane che era a Sesto Fiorentino, ma proprio la stessa, grande una spalla e firmata, pensa costava un milione perché aveva il fucile sbeccato, pensa un po’ se era intero quanto poteva valere! La mia mamma era impazzita per questa Richard Ginori, la davano anche a rate e poi c’erano le raccolte dei punti, tre o quattro servizi mi ci sono fatta negli anni. Io avevo due cigni innamorati, me li regalò un maestro di scuola che glie l’avevano portato gli alunni tutti assieme, una volta mio marito prese col cencio andò a spolverare e gli caddero in terra, si ruppero con un suono che sembrava una musica, pensa te che porcellana poteva essere! Le pitture tutte fatte a mano, mica dico per dire. Ora chiude, non mi sembra vero. Però era successo anche un’altra volta ora che ci penso, non mi ricordo il periodo però c’è il parco di Prato e di fronte la fabbrica, lì accanto la scuola dove andavo alle elementari, si vedevano sempre le donne che andavano a prenderci i piatti magari con qualche ammaccaturina sopra, costavano meno, poi sono diventati pezzi unici ora si venderebbero a peso d’oro. Era come un orologio, alle otto suonava, a mezzogiorno suonava e uscivano gli operai. Ora più niente. 500 senza lavoro, a vederli piangere vengono su le lacrime anche a me.

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