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FONDAZIONE SANTISSIMA ANNUNZIATA
Laboratorio di scrittura collettiva a cura di Federico Berti

AA.VV. – Ho sentito che l’autista della sorella di Alberto Sordi si occupava di lei perché aveva 95 anni e non s’era ma sposata, non aveva nessuno. Allora s’è fatto fare a un certo punto una firma di poter prendere ogni cosa in banca dei suoi risparmi, ora non dico proprio tutto ma insomma di poterne disporre; la banca non s’è fidata di questa firma quando lui ha chiesto i soldi, è andata a verificare mandando un medico legale e scoprì che la poverina non era in grado di capire, una persona passata non poteva intendere, quindi è stata una truffa e anche grossa: mica un patrimonio da nulla! Ora però la signorina dice che lei si sente lucida e ha fiducia nell’autista, che è entrato in casa Sordi quando aveva 20 anni e lo considerava come un figlio; la magistratura dice di no, come si fa a capire dov’è il vero? Io per esempio mi sento bene però vivo in una casa di riposo e di me si occupano i miei figli, vorrei avere un parere di persone che hanno la competenza di sapere bene le cose può darsi che magari non stia davvero come credo. Anche la sorella di Sordi aveva gli avvocati, può succedere che è proprio il dottore a non dire il vero: tu lo vedi che oggi si comprano pure i senatori, figurati un po’! Adesso abbiamo due medici legali che dicono due cose differenti, quale sarà nel giusto? Se la donna avesse avuto una figlia doveva pensarci lei prima che la mamma si ammalasse, anch’io ai miei gli dissi: ragazzi, siete voi gli eredi sicché se succede qualcosa passa tutto a voi, firma o non firma. Mio fratello è rimasto solo a 63 anni, mai sposato, aveva la casa e un pezzo di terra, quando morì disse l’impiegata: chi è l’erede? Pensavo che ero io ma anche un po’ mio figlio, però lei rispose che lui no, portava il cognome di mio marito. Anche questo ragazzo, l’autista che ha fatto firmare quel documento alla donna, lei poteva adottarlo quando era in facoltà, doveva pensarci prima e non l’ha mai fatto. Ora è un bel problema perché non è un familiare. A chi va il patrimonio? Il fratello di lei aveva formato un Istituto per i bambini, dovrebbero andare lì; l’uomo che s’è fatto firmare la procura per me è da condannare come quei figli che si ricordano dei genitori bisognosi solo quando sono in fin di vita e vogliono il loro patrimonio. Per me è una truffa e basta. A certe cose bisogna pensarci per tempo.

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