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Laboratorio di scrittura collettiva a cura di Federico Berti
Parlano le ospiti di una casa di riposo
AA.VV.
– A Bologna fanno il Referendum per togliere i finanziamenti pubblici alle scuole private. Io ci ho vissuto nelle scuole pubbliche e sono stata sempre bene, le mamme portavano i bambini alla mattina e rivenivano la sera, filava tutto liscio, era il nido comunale. Se il Comune ha cento lire meglio che le spenda nel pubblico, mio figlio l’avevo messo nell’asilo dalle suore ma lui disse: “Se mi riesce, scappo!” così m’è toccato prendermelo a casa. Alle private mi ricordo erano molto severe almeno al mio tempo, una volta mia zia dopo avermi lavata mi dette il borotalco al viso e io entrai nel cortile insieme alle compagne alla mattina, una maestra mi vide e disse in mezzo a tutte: “Ti sei data il borotalco!”, mi fece lavare là davanti alle bambine mie compagne, mi vergognai tantissimo. Privato e pubblico non è la stessa cosa, se mi devo fare un esame per esempio a una gamba, una radiografia o quel che è, per il pubblico bisogna mettersi in colonna e aspettare dei mesi, col privato massimo una settimana è bell’e fatto, però devi avere i soldi sennò tu aspetti e puoi anche morire, è così. Le scuole private prendono i soldi dai genitori, no? Ma se il sindaco deve dare dei soldi agli asili privati, scusa non fa prima ad aprirsene uno lui? Certo il mio figliolo ho dovuto metterlo dalle suore anche alle elementari perché lavoravo, ero sola e soltanto loro me lo tenevano fino a sera, le pubbliche a una cert’ora lo mandavan via; però io pagavo la retta mensile e lo Stato non mi dava nulla, mi son dovuta arrangiare con quel che guadagnavo: per pagare la retta lavoravo anche la sera dopo cena a stirare nelle famiglie, altrimenti c’era l’orfanotrofio capisci? Sono contenta d’averlo fatto, il problema è che se il Comune non ha i soldi per l’asilo è che da Roma non glie li mandano, penso che si deve lavorare su quello. A me piacciono comunque di più gli asili pubblici perché ci possono andar tutti, prendessero meno gli statisti e vedrai che i soldi rimangono per le scuole; adesso non mi ricordo bene dov’è successo, ma quelli che hanno dato la mensa ai figli dei ricchi e non a quelli dei poveri, come la mettiamo? Vedevo in televisione i bambini che piangevano perché si sentivano esclusi, una pena poverini! Lo Stato non spende abbastanza perl’istruzione, altro che chiacchiere, il problema non è comunale ma nazionale: meno soldi alle banche, più alle scuole.

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