Tag

, , , , , ,


FONDAZIONE SS. ANNUNZIATA.
Laboratorio di scrittura collettiva a cura di Federico Berti

AA. VV. Quando mi guardava mio padre capivo subito che voleva, se dovevo star zitta o parlare e dargli del voi, non avevo molta confidenza però lo capivo, anche a tavola se batteva più forte il cucchiaio nel piatto noi già si sapeva il che fare. Mio padre non ha mai parlato, gli bastava quello; la mia sorella una volta aveva preso un soldino e se l’era messo nel naso piccina, non respirava più: la prese un ceffone che venne fuori anche il soldino! Picchiare lui non voleva, tra noi c’era un dialogo e la prima cosa che faceva rientrando a casa era il bacino alla mamma, ai ragazzi, poi chiedeva se avevamo studiato o eravamo andati cogli altri al Campo di Marte. Se una sorella aveva fatto qualche marachella mia madre se n’accorgeva subito dagli occhi, perché andava impaurita. E se uno lo sguardo ce l’ha sempre uguale come si fa? Ci sono altre cose come girarti attorno, sembra che ti debba dire qualcosa poi però non ha il coraggio, non vuole, poi magari suda o gli treman le mani. Mio marito era pieno d’attenzioni e anch’io per lui, una mia amica era gelosa perché il suo non la prendeva neanche a braccetto e lei invece aveva bisogno di complimenti. Mi dava un bacino in fronte, era proprio innamorato di me, lo vedi ci ho il collo col gozzo rigonfio e lui non ha mai voluto che me lo levassi, era un uomo davvero davvero, attenzioni per me di continuo. Arrivare a casa e abbracciare uno per uno può dimostrare affetto, ma anche nascondere bugie: per esempio che ha fatto qualcosa e non te lo vuole dire, allora ti fa una carezza, ti dà un bacio; però si capisce poi, se è sincero o no. Un bacio di Giuda lo senti, ha qualcosa di nervoso. Tu pensa quando ci fu lo sciopero delle sigarette, andò fino in Svizzera a comperarle… Quand’era prigioniero in Egitto durante la seconda guerra mondiale, a lui gli passavan le sigarette come agli altri, eran militari; siccome non fumava e non beveva, però sapeva che fumavo io così mi metteva due sigarette nella busta della lettera, un miracolo se non glie le trovavano! Infatti poi se n’accorsero e3 mi arrivarono le lettere strappate a un angolo; ma per me era il postino del paese, che le sentiva e se le rubava lui, così gli dissi di non me le mandare più. Quando tornò da me, ne portò una valigia piena! Mio marito c’era una cosa che faceva spesso, mi dava un buffetto sopra una guancia, però a me non piaceva tanto allora gli rispondevo con un ceffone sulla mano perché tutte queste smancerie non le sopportavo, lui voleva che mi presentassi bene e facessi la mia figura da non essere sciatta così mi faceva dei regali, un vestito, un bel fazzoletto. Quand’ero all’ospedale la prima notte c’erano le suore, poi arrivò subito lui e mi restò accanto. Gli piaceva di andare a correre tutte le mattine e quando ritornava mi portava sempre un bel mazzo di fiori di campo, raccolti per me, ma grande così! E se dormivo, lo ritrovavo già nel vaso quando mi svegliavo. Una volta gli prese la mania dei quadri, li prendeva dal corniciaio che avevamo vicino a casa, pure uno spazio piccolo così lui c’infilava un quadro, allora successe che tornò con un nudo di donna da tenere sul comodino e io subito gli risposi che voleva riempirsi gli occhietti, non lo volevo mica in casa e lui subito andò dalla bottega e lo cambiò con due mazzi di fiori. Capirsi è importante, prima ancora di parlarsi.

Annunci