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FONDAZIONE SANTISSIMA ANNUNZIATA
Laboratorio di scrittura collettiva a cura di Federico Berti

Parlano le ospiti di una casa di riposo

AA.VV. – Si parla di questo bullismo, pensa in Francia il corteo che vogliono i matrimoni omosessuali, qui invece hanno crocefisso un ragazzino perché portava i pantaloni rosa, no dico l’hanno crocefisso non so se mi spiego! Ne parlan tutti non si sa come reagire perché di solito dicono: “E’ a sud! E’ a sud!” ma succede pure qui da noi altro che. Prima s’era grandi a 21 anni e i maschi a 24, ora l’hanno messo a 18 anni ma questi non sono adulti nemmeno a 30. E pure si sentono grandi, vogliono fare i duri come si vede nei film: una ragazza ho sentito si è suicidata perché lei è bellissima, tutti ci hanno provato ma diceva di no allora l’hanno invitata a una festa e dopo averla fatta ubriacare, l’hanno filmata mentre faceva l’amore, poi misero tutto in piazza. Lei per la vergogna s’è ammazzata, l’ho visto su quella trasmissione che c’è la sera: delle ragazze vivono amori così ma non riescono a liberarsene, sono anche un po’ bischere se si lascian fare tutto! Non stanno mica attente con chi vanno, poi magari finiscono accoltellate. Per me questo viene dalla televisione perché altrimenti dove l’imparano? Ai miei tempi i ragazzi giravan tutti col temperino in tasca, era proprio un coltello colla lama che taglia, però non succedevano mica delle cose così: magari potevano farti la sassaiola, questo si… Mia sorella s’era fidanzata a Pescia, andavano a ballare e poi il giorno venivano a fare l’amore che c’erano quei giorni adatti come la domenica no? I maschi partivano insieme dai paesi vicini e s’andava in bicicletta, al ritorno poi di sera ognuno per le sue parti allora i ragazzi del paese potevano nascondersi dietro la chiesa in quattro o cinque e farti la sassaiola. Era per difendere le ragazze, che non glie le portassero via. Però non facevano male, non ne ho mai visto uno ferito per questi sassi, era più un avvertimento. Allora tu lo sapevi che c’era il rischio, passavi per il bosco. Al tempo del Duce per esempio c’erano i picchiatori che giravano in branchi e menavano la gente, ma erano tutti grandi, portavano l’uniforme delle camicie nere e insomma erano addestrati dalla milizia: quelli erano proprio delinquenti, entravano in farmacia, prendevano la purga e te la facevano bere che poi stavi male tre giorni. Ma erano loro che facevano queste cose, non succedeva fra bambini, solo a chi aveva la tessera del fascio. Era la società che funzionava così, a me per esempio la maestra disse che dovevo venire a scuola colla divisa da piccola italiana, allora andai dal mio babbo e glie lo dissi, lo sai che rispose? “Digli alla maestra che se tu ti devi vestire da bischera la montura te la compri lei!”. A quel tempo c’era di bello che si faceva molta ginnastica, chissà forse i ragazzi si sfogavano un po’ di più a quel modo. Ai fascisti lo insegnavano i fascisti, ma a questi qua di oggi chi glie lo insegna? Tante cose le vedono in televisione, è inutile: tu guardi la mafia lo sai che è, inutile che ti parlo. Hanno bisogno di delinquenti e se li allevano fin da piccoli, allora pagano per fare i programmi violenti. Le armi sono pubbliche, anche nei film, nei cartoni animati, nei giochi; in America una volta un bambino ha ucciso la sorellina che gli avevano regalato un fucile colle cartucce vere, ora tu dimmi se uno deve poter vendere questa roba a quell’età. Ricordo quando ero ragazza c’era sto figlio che andava in giro colla sfrombola, mia mamma era disperata non voleva che mio fratello lo frequentasse e lo tenne lontano, infatti poi questo sciagurato morì giovane in un incidente. Le famiglie di oggi s’interessano solo di lavorare non pensano ai figli, se a tredici anni prendono già la droga a scuola ho sentito delle cose che preferisco mia sorella stia a casa, che si può fare? In un paese si può guardare di più ma se i genitori sono sempre via a lavorare finisce che i loro figli non sono più i loro figli. Io dico che molto dipende dai genitori, una volta noi gli si dava del voi e loro controllavano di più, forse anche troppo, oggi però hanno rinunciato a imporsi e questo è un male: soltanto loro possono cambiare le cose, non come fanno adesso che prima succede il fatto e poi li mandano dallo psichiatra. L’educazione devono dargliela loro, chi altro sennò?

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