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FONDAZIONE SANTISSIMA ANNUNZIATA
Laboratorio di scrittura collettiva di Federico Berti

AA.VV. – Ringraziamo tanto un nostro corrispondente che si chiama Salvatore per averci dato il numero del Filo D’Argento (Telefono 800-995988). Perché, anche se noi fortunatamente non ne abbiamo bisogno perché c’è l’assistenza e ci serve in tutto, io però ho una sorella che ha due case, una dove sta e una in montagna, che non riesce a vendere per via della crisi: il momento è poco buono, lei verrebbe qui con noi ma ora non può perché non può permetterselo. Ha la pensione, l’aiutano un po’ i figlioli, per il resto è sola notte e giorno: come fa se vuole far la spesa? Dorme sola, se succede qualcosa a chi si rivolge? Allora le darò questo numero del Filo d’Argento. Il volontariato è una cosa bellissima, bisognerebbe inginocchiarsi davanti a loro. Volontariato vuol dire delle persone che si mettono d’accordo per aiutare gli altri, può essere questa una forma per evitare la solitudine se noi siamo qui è proprio per quello, ma non tutti se lo possono permettere, anche se tanti sono in condizioni che soli non possono stare. Qui da noi a Firenzuola viene l’A.V.O., che vuol dire Associazione Volontari Ospedalieri: io ho sempre lavorato fino a due anni fa e quando sono venuta a stare qui per seguire il mio figliolo che ha sposato una di qui, mi sentivo molto spaesata. Ho 75 anni, ma sono ancora in forze. Allora ho pensato di aiutare il prossimo, all’ospedale Meyer di Firenze c’erano le suore ai miei tempi , parliamo del 1950 ma anche dopo ci sono state. Avevamo il professor Cocchi , famoso in tutto il mondo, che curava la meningite tubercolare, le suore portavano le stanghe di ghiaccio messe accanto al letto per raffreddare l’ambiente, era necessario per quel male. Oggi negli ospedali non ci sono più queste suore perché ci vuole la scuola d’infermiera, però ci sono i volontari ospedalieri che seguono gli ammalati , li accolgono con un bel sorriso, li aiutano a mangiare. Mi sono quindi rivolta al presidente dell’A.V.O. di Firenzuola (per informazioni telefonare al 333-88391416), se tutti fossero così brave persone sarebbe un’altra cosa. Gli ho detto: ma tu fai volontariato? E lui: si, alla casa di riposo della SS. Annunziata”. Così ho detto: “Vengo anch’io”. Si fan le riunioni una volta al mese, dove mi hanno spiegato per bene cosa fare. Poi mi ha dato un libro da leggere per imparare a comportarsi, allora l’ho affiancato per un mese, anche forse due, finché non ho imparato la tecnica. Dopo dipende dal carattere, se ti va continui, sennò smetti. Vengo qui due giorni alla settimana, la mattina per circa 3 ore, faticoso non è però non siamo mica ventenni pure noi, ci vorrebbe qualche giovane. Sono appagata perché sento di fare del bene, però ognuno il suo lavoro: io chiedo spesso consiglio all’infermiere, o al responsabile dei servizi culturali, perché voglio sentirmi più sicura: da tanto è qui, lo stimo come persona e soprattutto conosce il suo mestiere: fossi da sola, di che vuoi parlare? Di cucina forse, ma più in là non m’azzardo. Il volontariato è importantissimo quando affiancato da figure professionali competenti, che non può e non deve sostituire

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