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FONDAZIONE SANTISSIMA ANNUNZIATA

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“L’ARTE COME TERAPIA”

Un progetto editoriale di Federico Berti

AA.VV. – Abbiamo letto di una ragazza giovane che ha problemi in famiglia perché si sente discriminata dai propri genitori, dice che sembrano favorire molto di più la sorella minore; la questione in effetti dipende come uno la piglia, perché a me verrebbe un nervoso per quella piccina così viziata: dovrebbero educarla e non dargliele tutte vinte, senza farla arrivare fino a quel punto ma incominciando prima, a partire dalla scelta delle amicizie che anche questo conta parecchio… Sai, una cosa è frequentare brava gente, un conto è andarsene in giro con amiche tutte trucchi e borsette! Le amicizie dei figli vanno sempre tenute sotto controllo, che non prendano una cattiva strada. Il mio babbo aveva tre figlioli e diceva: “Il necessario l’avete, il superfluo se si può si compera, sennò se ne fa a meno”, una volta che prese la bicicletta a mio fratello poi regalò anche la macchina da cucire per noi, che eravamo le sorelle; i genitori di oggi invece pare che abbiano paura di prendere posizioni coi figli cattivi e penalizzano proprio quelli più buoni, temono che gli altri si offendono e se ne vanno, dopo magari finiscono a frequentare cattive compagnie, si drogano o vanno  a fare i barboni. Ai miei tempi ricordo un proverbio che diceva: “L’erba voglio non cresce nemmeno ai giardini Boboli!”, dovrebbero impararlo anche loro e forse darebbero una lezione a quei figli viziati, perché poi sono figli viziati, mica chissà che altro. Un genitore deve farsi sentire, quando ce n’è bisogno. Pensa il mio nipotino voleva a tutti i costi il motorino, suo babbo glie l’ha pigliato e allora lui se ne andò in giro con quello al posto di andare a scuola, così il mio figliolo ha detto: “Vai a lavorare!”. Adesso che deve mantenersi da sé, non li vuole più i vestiti firmati, vedessi com’è cambiato… Non tutti però hanno la forza d’imporsi perché in fondo i figli sono sempre figli, uno parla tanto e poi quand’è il momento di punirli seriamente o mandarli via non lo fa, ma questo è un danno per loro; ora i giovani di figli non ne mettono più nemmeno al mondo perché dicono: “O che vuoi farli nascere per vederli poi patire? Sono tempi difficili!”. La mia esperienza di educazione è stata molto diversa, per me non bisogna mai accettare fin dal principio il ricatto del figlio che vuole una cosa ad ogni costo, ricordo quando passavamo davanti il negozio delle biciclette, il mio chiedeva con garbo: “Mamma, quando poi hai i soldi me la compri?”, un conto è chiedere, un conto è pretendere. Le pretese non vanno mai tollerate, una richiesta va fatta sempre con umiltà. Preferenze in famiglia ci sono sempre state, da noi per esempio s’era in 18 figurati se non capitavano queste cose, finchè un bel giorno m’han preso i cinque minuti e ho aperto una bottega per conto mio; la mia vita è stata drammatica perché non avevo un padre e allora mia madre si risposò, il suo nuovo marito mi dette il nome ed era disposto ad allevarmi come figlia sua, ma lei era gelosa e non gli permetteva nemmeno di farmi una carezza: dava tutto ai miei fratelli, persino le cose che erano mie, a tredici anni mi mandò a servizio e tutto lo stipendio mi toccava darglielo a lei, che poi ci comperava le cose per loro. Pensa che ingiustizia! Anche ora che vivo qui dentro, la mia casa chi pensi che l’abbia? Le preferenze delle volte nascondono vergogne per figli di primo letto, oppure una maggior considerazione dei primogeniti, una minor considerazione delle figlie femmine che sono sempre un po’ penalizzate, un’affinità caratteriale (per esempio se un figlio ha il carattere simile alla madre, il padre potrebbe esserne geloso e viceversa) una volta c’erano anche delle leggi che contribuivano a questa mentalità, ora i tempi sono cambiati ma il problema c’è lo stesso; i ragazzi fanno il che vogliono, entrano, escono, chiedono questo o quello, fossi giovinetta non vorrei averne di figlioli perché non saprei come comportarmi, se gli dici qualcosa lui s’offende e magari scappa via, ti diventa un delinquente, allora cosa fai? Conosco una che mise le corna al marito e fu mandata fuori casa, nel giro di un mese finì a mendicare per la strada, ebbe un figlio da questi drogati e un anno più tardi morì. Poi è vero anche il contrario, certe volte sono i figli a sentirsi discriminati anche quando non lo sono per davvero, per esempio una come me, ero sempliciotta e m’accontentavo, mentre la mia sorella invece aveva pretese diverse che i miei genitori non potevano accontentare sempre, così magari lei pensava di essere meno favorita e mi negava in prestito la sua sciarpa o quel bel foulardt che non m’ero comprata per me, ma al quale lei non aveva voluto rinunciare. Qundi, in sostanza: ci sono genitori ingiusti o che rovesciano sui figli le loro ansie, le loro paure, le loro insoddisfazioni, e figli capricciosi che vorrebbero tutto subito, se ci si trova in situazioni tanto spiacevoli tanto vale cambiare aria, sia per l’uno che per l’altro; o se stai lì, poi non lamentarti.

EVVIVA L’ALLEGRIA!

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